E-Bike, elettrica e matura

Avete notato l’interesse crescente intorno alla mobilità elettrica? E’ sufficiente accedere ai social, guardare il telegiornale, accendere la radio o bere il caffè con i colleghi per sentirne parlare. In Cina e India è il governo ad incoraggiare questa tendenza, in altri paesi si discute se doverlo fare, fatto stà che l’argomento è all’ordine del giorno. Da una parte c’è chi, come me, ha le farfalle nello stomaco; dall’altra parte c’è chi non vuole rinunciare all’amato odore della benzina e al relativo mondo  emozionale legato al motore termico.

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I “colli di bottiglia” dell’elettrico si sono decisamente allargati: l’ autonomia delle batterie è migliorata, la diffusione delle colonnine di ricarica è ancora scarsa ma non più scarsissima, i tempi di ricarica sono ancora lunghi ma migliorano, i costi sono ancora elevati ma sempre più vicini alla soglia di accessibilità. Ai limiti tecnici bisogna sommare la resistenza al cambiamento, inevitabile nelle trasformazioni epocali come questa… Insomma ad oggi l’auto elettrica non se la gioca ancora ad armi pari con il motore termico, la tendenza per l’immediato futuro è l’ibrido, i numeri dell’elettrico puro sono ancora bassi. Se pensiamo al mondo della motocicletta la situazione è ancora più acerba, vi immaginate l’ harleysta con la moto silenziosa? e il ducatista senza il desmo? Beh cerchiamo di farlo visto che sia HD che Ducati hanno previsto l’uscita del modello elettrico nel 2020. Per ora moto e ciclomotori elettrici sono rivolti principalmente alla mobilità urbana, per il biker duro e puro c’è poco o nulla.

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Sapete ad oggi qual’ è il mezzo elettrico più maturo? La bicicletta signori! ebbene sì la vecchia, cara, intramontabile bicicletta, con in più la pedalata assistita. Il motivo è semplice, l’elettrificazione della bicicletta va semplicemente a ridurne i limiti, quindi non può che essere migliorativa.

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Ogni mezzo di trasporto ha dei limiti intrinseci alla sua natura: con l’auto non puoi circolare ovunque, non trovi parcheggio e bla bla bla…Con la bici ti becchi la pioggia e devi faticare, ma con la pedalata assistita dal motore elettrico sudi molto meno. Con la bici non fai gli stessi chilometri che fai con l’auto o con la moto ma, con l’ausilio del motore ne fai decisamente di più. E per caricare la batteria? udite! udite! La stacchi dal telaio e te la carichi in ufficio, a casa o in hotel quando sei in ferie, quindi hai maggiori possibilità per gestire la ricarica. E i blocchi del traffico? non sono problemi per ciclisti. Le così dette biciclette con la pedalata assistita, pedelec o e-bike che dir si voglia, possono circolare nei medesimi tracciati destinati alle biciclette muscolari, dalle piste ciclabili al Parco Del Gran Paradiso! Niente targa, niente assicurazione e se volete niente casco (Il casco però usatelo sempre, scatola cranica e mascelle non sono infrangibili! la bicicletta è un mezzo di trasporto pericoloso, oltre al casco consiglio di utilizzare sempre protezioni e abbigliamento adeguati).

Ma se metto il motore ad una bicicletta non diventa una moto? No. Diamo un’occhiata alla direttiva europea 2002/24 CE, in vigore anche in Italia, che definisce la e-bike:

“Sono mezzi di trasporto dotati di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 kW la cui alimentazione è progressivamente ridotta e infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare” 

In altre parole l’assistenza fornita dal motore si attiva pedalando, se smetti di pedalare il motore smette di erogare potenza e in ogni caso l’erogazione della potenza viene interrotta quando si superano i 25 Km/h. Se il ciclista pedalando conferisce alla bicicletta una velocità superiore ai 25 Km/h l’incremento è dovuto unicamente alla forza muscolare.

Ovviamente quando una cosa ha senso e funziona la gente la compra. I dati ufficiali parlano di un incremento di vendite del 120% nel 2016 rispetto al 2015 e a fine 2017 ci si aspetta un dato anche migliore. Sono stato al Cosmo Bike di quest’anno e ho potuto constatare che la e-bike, in tutte le sue forme,  in questo momento è senza dubbio la protagonista del settore bicicletta. L’offerta è veramente ampia e variegata , ci sono le bici pensate per la mobilità urbana, le bici da trasporto (che a volte avendo motori più potenti di 0,25Kw devono essere targate come i ciclomotori), la ormai infinita nicchia delle mountain bike (Per le quali il sottoscritto genera ettolitri di bava) e, anche se può sembrare un controsenso, le bici da corsa.

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I ciclisti si sa, apprezzano il valore della fatica e l’umanità gliene rende merito. La falange dei ciclisti più sportivi e atletici è critica sul significato della e-bike più che sul prodotto stesso che è oggettivamente valido. Fatto sta che se vuoi la fatica e l’allenamento muscolare puoi benissimo disattivare o ridurre l’assistenza del motore, trovandoti a pedalare una bici che pesa mediamente il doppio della corrispettiva muscolare e ha maggiori attriti dovuti alla presenza di meccanismi supplementari. Insomma se vuoi faticare con la e-bike puoi farlo e anche di più rispetto ad una biciletta muscolare con l’ulteriore vantaggio che quando sei “cotto” puoi farti aiutare dal motore. Ho letto di alcuni ciclisti che paragonano l’allenamento su e-bike da corsa all’esercizio “dietro macchina” evidenziando anche in questo caso un beneficio concreto generato dall’assistenza del motore. Il mondo MTB grazie alla elettrificazione ha aumentato il suo bacino di utenza, permettendo ai ciclisti meno allenati o semplicemente più avanti con l’età di pedalare su sentieri che prima erano accessibili soltanto a pochi fortunati superuomini e superdonne.

Che la bici sia elettrica o muscolare l’importante è pedalare, chi pedala fa del bene a sè stesso e all’ambiente. Ho letto che “pedalare è sinonimo di eleganza di vita e di pensiero”, concordo pienamente con questa affermazione e aggiungo che è anche sinonimo di rispetto e responsabilità.

Buon giro in bici a tutti!!! 🙂

Roberto Scaglioni

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